Solstizio d'inverno

21.12.2016

Sono emozionata più che mai, ed ancora più che mai mi sento nutrita dalle grandi forze che mi governano, adrenalinica di vivere e percepire la notte più lunga dell'anno.

Sono del segno dello scoprione, una seconda decade, che viene attratta irresistibilemente dalle profondità oscure dell'anima e della Terra e a differenza di molti anni passati, trascorsi da Donna incosapevole, lontana dal mio femminile e scollegata dalla Luna e dal mio ciclo mestruale, questo anno sono profondamente grata di questo momento.

E' il più duro dell'anno, regna sovrano il buio e l'oscurità che fanno paura a gran parte degli esseri umani. La notte ti mette di fronte a te stessa, vedi immagini e volti invisibili durante il giorno, senti rumori che sarebbero suoni durante la luce del sole, nell' oscurità esistono le tenebre e a noi piccoli mortali non piace molto viverci.

Invece vi dico care/i amiche/i che mi seguite che anche questa parte della medaglia ha il suo grandissimo perchè.

Abbiamo perso tutto il senso dei cicli naturali, tanto che all'arrivo dell'autunno tutti ci sentiamo male e tristi ( leggi anche Cambiano le stagioni...e l'umore con loro ), il confronto con il nostro lato ombra ci fa sempre molta paura. Nei miei cerchi femminili incito le ragazze a conoscersi a fondo, ad ascoltarsi dentro, ascoltare la propria bambina interiore, sentire i suoi desideri e aiutarla a realizzare i sogni chiusi nel cassetto. Le invito a ricordare chi erano, cosa le rendesse felici ed emozionate. Racconto loro, come meglio posso, che il silenzio ( assenza di suoni, essere soli ) e il buio ( l'assenza totale della luce ) arricchiscono profondamente la nostra anima, il nostro spirito. Ci consegnano la chiave che apre la porta dello spazio interno, che si presenta sorprendentemente grande, luminoso e ricco di stimolanti sorprese.

Il periodo autunnale fino al solstizio invernale ci aiuta a "rintanarsi" in questo spazio sacro in cui è aperto l'accesso solo a noi. Ci chiede riposo, riflessione, silenzio, allontanamento dalla vita metropolitana, solitudine. A legger queste parole mi rendo conto che sembra che una persona si debba ritirare come un eremita, ti sembra di morire,di lasciar tutto quello che ti ha fatto vivere fino a questo momento. Ed avete ragione, posso dirvi però che nel mondo sociale in cui viviamo è già importante se riusciste a prendervi un'oretta al giorno per pensare che è arrivato l'autunno, che le forze stanno diminuendo e che se vi va potete dormire un poco di più senza sentirvi in colpa. E se non avete voglia di andare al centro commerciale di domenica e vi sentite pesanti e stanchi/e, non avete niente che non va, il vostro corpo è perfettamente in equilibrio con il ritmo naturale del nostro pianeta. Questo è il momento giusto per nutrire lo spirito che avrà l'energia giusta per rimettersi in moto adeguatamente dopo il 21 dicembre.

Cosa ci dice la scienza

La scienza dice: "Il Sole, nel suo moto apparente, raggiunge il punto più basso del percorso sotto l'equatore celeste e delinea l'arco diurno più corto tra il Sud-Est e il Sud-Ovest, segnando così l'inizio della stagione invernale astronomica nell' emisfero boreale."

Il solstizio d'inverno è il momento nel quale il Sole, nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco, raggiunge la posizione più a sud dell'equatore celeste, proiezione nel cielo dell'equatore terrestre. Da questo momento il Sole ricomincerà a salire verso l'equatore celeste e le ore di luce aumenteranno gradualmente fino a raggiungere un nuovo culmine: il solstizio d'estate. La parola solstizio deriva dal latino "solstitium", che significa letteralmente "sole fermo". Infatti, se ci si trova nell'emisfero nord della Terra, si può osservare come il Sole sembri fermarsi in cielo durante il giorno del 21 dicembre, fenomeno man mano più evidente se ci si avvicina all'equatore.I due solstizi, d'estate e d'inverno, distano tra loro circa 6 mesi e indicano il giorno in cui sia l'emisfero Nord che quello Sud della Terra ricevono rispettivamente il minimo e il massimo irraggiamento solare nel corso dell'anno. Il solstizio ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all'anno precedente (precisamente 5 ore, 48 minuti e 46 secondi) e viene riallineato forzatamente ogni quattro anni aggiungendo un giorno al calendario, per evitare il lento ma progressivo spostamento delle stagioni. Senza questo accorgimento nell'arco di pochi secoli si arriverebbe ad avere freddi inverni a giugno.

Cosa ci racconta la storia

La risalita del Sole ha colpito gli uomini sin dalla preistoria e a questo giorno sono legati importanti complessi monumentali, come quello di Stonehenge, che ogni anno durante il solstizio d'inverno attira molti visitatori. Il sito del Neolitico è infatti perfettamente allineato per ricevere la luce del tramonto del solstizio d'inverno fra i suoi monoliti. 

Al contrario Newgrange, un altro monumento preistorico, è stato costruito in modo da intercettare la luce dell'alba del solstizio invernale. Per regolare tutte le attività necessarie al sostentamento fu necessario misurare il tempo e a tale scopo vennero presi come riferimento proprio i solstizi, che insieme agli equinozi rappresentavano preziosi "fari d'orientamento".

All'interno di questo contesto crebbero primitivi culti del Sole, un insieme di credenze predominanti durante l'epoca preistorica, che influenzarono l'evoluzione delle religioni moderne. Le caratteristiche di questi culti e il modo con cui il ciclico scorrere del tempo veniva osservato e registrato sono simili in varie parti del mondo, qui di seguito ho inserito alcuni esempi significativi.

ROVINE DI TIAHUANACO IN BOLIVIA

KARNAC IN EGITTO

il sole sorge sul portale di Nectanebo


MACHU PICCHU

Gli inca furono probabilmente la civiltà più importante ad aver vissuto nell'emisfero boreale, per l'esattezza in Perù. Le loro conoscenze astronomiche le ereditarono dai popoli che li precedettero nell'occupazione di questa zona e anche loro orientarono i loro monumenti sulla base dei ciclici spostamenti stagionali del Sole, seguendo gli stessi principi adottati da molti altri popoli del mondo. Le genti dell'antichitá, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la piö piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano falo' per sostenerne la forza e per incoraggiarne, tramite la cosiddetta "magia simpatica" la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

E molti altri che puoi trovare al seguente link: 

civiltaanticheantichimisteri.blogspot.it/2015_12_01_archive.html

Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell'oscurità, l'arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco. Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio. La Dea è la vita dentro la morte, perche' anche se ora è regina del gelo e dell'oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno. Anche se i più freddi giorni dell'inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna. Ecco cari lettori, spero che da qui in avanti darete la giusta importanza ai cicli naturali che governano tutta la nostra vita, ora aspettiamo l'equinozio di primavera il 21 marzo.